Tutto quello che c’è da sapere su come indossare un dirndl e dove comprarlo

Nel post precedente vi ho parlato di un matrimonio insolito in Alto Adige e sui social siete stati veramente in tanti a seguirmi. In molti vi siete incuriositi per le foto in dirndl, l’abito tradizionale tirolese che ho indossato. Perciò oggi vi racconto tutto quello che c’è da sapere su come indossare un dirndl e dove comprarlo.

Innanzitutto devo confessarvi che anche per me all’inizio non è stato facile orientarmi nella scelta del giusto dirndl perché i modelli, le fantasie e soprattutto le taglie sono una giungla, soprattutto se non si ha la possibilità di provarli in negozio.

Per fortuna dopo un bel po’ di ricerche e di tempo dedicato sono riuscita a trovare quello giusto e oggi sono in grado di darvi dei consigli pratici ed utili per aiutarvi a trovare il vostro dirndl.

ph Thomas van der Aa
ph Thomas van der Aa

Il modello giusto: i dirndl possono essere corti, medio o lunghi, quindi a seconda della vostra corporatura o età potete scegliere quello che più fa per voi. Io ho preferito quello corto ovvero il mini dirndl che arriva al ginocchio e non appesantisce, considerando l’utilizzo in estate e durante il giorno. Oltre alla lunghezza della gonna è molto importante tenere presente proprio l’utilizzo che se ne fa, perché a seconda della circostanza in cui andrete ad indossarlo, sceglierete la fantasia ed il tessuto. Io ho optato per una fantasia tradizionale a quadri, ma con colori vivaci ed estivi. Se avessi indossato lo stesso dirndl in inverno probabilmente sarei rimasta sui toni del blu o del verde bosco, abbinati al rosso. Nella stagione più calda ci si può sfiziare anche con fantasie floreali, mentre in quella fredda prevalgono le tinte unite o i quadretti. Esistono dirndl da lavoro, ma anche modelli elegantissimi da cerimonia, a voi la scelta in base all’utilizzo.

Le marche migliori: come per qualsiasi altro capo di abbigliamento tra i dirndl c’è un po’ di tutto, da quelli più economici e di bassa qualità a quelli sartoriali. Tra le marche che preferisco ci sono: Almash, molto raffinata e poetica; Kruger, sempre molto vivace e  Country Line, un classico;  La mia scelta è ricaduta, invece, su Marjo, per i tessuti e le rifiniture di ottima qualità, oltre che per la vestibilità impeccabile.

Il costo: anche qui, come per le marche, c’è veramente tutto per tutte le tasche. Potete spendere da qualche decina a diverse centinaia di euro, a seconda della qualità e del modello. Vi consiglio di non scendere sotto i 90/100,00 € o poco meno, se trovate qualcosa in offerta promozionale, a meno che non vi accontentiate di un abito di un tessuto sintetico o poco rifinito nei dettagli. Sicuramente da questa cifra di partenza ai 200,00 € potete trovare un bellissimo dirndl. Se poi non avete un limite di budget, buon per voi, ma non è indispensabile.

La taglia: la taglia giusta del dirndl è chiaramente molto importante, vista la struttura dello stesso. Se avete la possibilità di provarlo è ovviamente meglio. Se invece, come me, lo acquistate on line, fate attenzione a non sbagliare. Io normalmente porto una 38 italiana e come dirndl indosso una 32. Quindi considerate tre taglie in meno rispetto alla vostra. Questo in linea di massima, perché da marca a marca la vestibilità può cambiare leggermente. Sui siti trovate delle tabelle comparative delle taglie, ma non sono affidabilissime. Ad ogni modo, tenete presente che la misura veramente importante è quella della vita. la gonna è ampia, perciò ci state sempre ed il bustino se è largo si può stringere grazie ai lacci sul davanti. Nel caso fosse stretto potreste provare ad allargarlo dalla cerniera o dalle cuciture aggiungendo un po’ di stoffa, ma quello che sicuramente non potete cambiare è la circonferenza della vita.

Quando indossarlo: il dirndl potete indossarlo sempre! Nasce proprio come vestito per tutti i giorni. magari in centro a Milano potrebbero guardarvi un po’ storto, ma vi assicuro che in tutto il Tirolo o in Baviera, nessuno farà una piega e vi sentirete sicuramente a vostro agio. Si, perché un dirndl farebbe sentire a proprio agio ogni donna, fidatevi!

Come indossarlo: c’è un modo particolare di indossare il dirndl o meglio di annodare il suo grembiule. il nodo a sinistra indica che chi lo indossa è single, a destra che è impegnata, davanti che è vergine e dietro che è vedova.

Gli accessori: immaginate il dirndl come un abito normale con il quale potete indossare tutti gli accessori che preferite. Io ho indossato orecchini e bracciali fucsia di Principessa Glam che richiamavano i dettagli del dirndl e per la testa, una ghirlanda di fiori. Potete scegliere tra accessori tradizionali come i gioielli in argento, lo scialle, il cappello o ciò che preferite, ma una cosa non può mancare ed è la camicia. La camicia è un dettaglio importantissimo che fa parte integrante dell’abito, ma è venduta separatamente. Sceglietela con cura, in base alla vostra fisicità e preferibilmente della stessa marca dell’abito, in modo che si abbinino perfettamente.

Dove comprarlo: se avete la possibilità di acquistare il vostro dirndl in un negozio è perfetto. non avete bisogno di altro. Se Invece lo comprate on line, come ho fatto io, Amazon è utilissimo. Usate questo link, a voi non costerà nulla di più ed io riceverò un piccolo credito da parte di Amazon, come ricompensa per le informazioni che metto gratuitamente a vostra disposizione su questo Blog. Il Link è utile per qualsiasi tipo di acquisto. Io ho preso il mio dirndl da Finest Trachten, uno dei migliori venditori di Amazan. Con loro mi sono trovata benissimo e sono stati gentilissimi rispondendo ad ogni mia domanda ed aiutandomi a trovar il dirndl giusto. Ho ricevuto a casa, in pochissimi giorni, un pacco bellissimo con caramelle ed utili coupon di sconti anche su altri prodotti, come dei fantastici box food gourmet.

ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare

Bene, ora siete a conoscenza di tutto quello che c’è da sapere su come indossare un dirndl e dove comprarlo.

A proposito, non vi ho più detto del matrimonio… è stato stupendo, un trionfo di colori con tutte le donne in drindl. Ah c’era anche un maschietto coraggioso che ha indossato il tracht!

Il ricevimento si è svolto al birrificio Forst  di Lagundo, nei pressi di Merano. Lo conoscete? E’ un posto fa favola di cui vi parlerò presto!

ph Thomas van der Aa
ph Thomas van der Aa

 

 

 

 

Un matrimonio insolito in Alto Adige

E’ da gennaio che fervono i preparativi per un matrimonio insolito in Alto Adige. Tranquilli, non si tratta del mio matrimonio! Io sono ancora troppo giovane per sposarmi ahhhhhhhh!!

Scherzi a parte, sto parlando del matrimonio di mio Cugino che ha deciso di sposarsi in un luogo molto caro a tutta la famiglia.

In uno dei post precedenti, che potete leggere qui, vi avevo già parlato di Terento, il paese della Val Pusteria dove da sempre la mia famiglia trascorre le vacanze. La Pusteria è una delle valli più belle dell’Alto Adige, per me la più bella e, senza dubbio, la più cara.

Terento si trova sulla Sonnenstraße, la strada del sole, che già dal nome potete immaginare quanto sia bella e soleggiata. Più o meno equidistante da Bressanone e Brunico, è proprio al centro degli impianti sciistici più belli e delle località più rinomate delle Dolomiti.

Terento
Terento

Insomma, questo paesino, ci piace così tanto che, nella mia famiglia, ormai è tradizione sposarsi qui. Infatti mio cugino non è il primo. Esattamente 13 anni fa, oggi, nella bellissima chiesetta parrocchiale, si è sposata anche mia cugina.

matrimonio a Terento
matrimonio a Terento

I festeggiamenti durano tre giorni, in cui sono organizzate diverse attività che vanno dal trekking, a varie attività sportive, ma anche al relax in sauna, in piscina o semplicemente in giardino a prendere il sole.

Terento
Terento

L’arrivo è previsto il venerdì. Il sabato si svolge il rito e la domenica ci si congeda.

In questi tre giorni tutti gli invitati hanno la possibilità di conoscersi, stare insieme, condividere interessi in comune e partecipare alle varie attività. Io la trovo una cosa bellissima e se mai dovessi sposarmi, immagino di festeggiare esattamente così. Una festa semplice, senza fronzoli che valorizzi l’aspetto familiare, di scambio e condivisione del matrimonio. Una festa dove tutti sono a proprio agio e si divertono.

Tornando a questo matrimonio, come vi ho detto all’inizio, si tratta di un matrimonio insolito. Volete sapere perché? Indosseremo il dirndl, l’abito tradizionale tirolese.

Immagino già come sarà, con tutte le donne che indossano questi abiti stupendi, le bambine tutte colorate con le coroncine di fiori in testa. Chissà se qualcuno dei maschietti avrà il coraggio di indossare tracht.

dirndl ph Tania de Cesare
dirndl ph Tania de Cesare

Scegliere il drindl è stata una delle parti più belle di questo matrimonio in Alto Adige, che si celebrerà il prossimo weekend.

Io il mio l’ho comparto da Finest Trachten su Amazon. Nel prossimo post vi racconterò tutto sulla scelta dell’abito giusto e di come fare acquisti attraverso il link ad Amazon che trovate sulla home di questo blog.

 

Murgia Express-da Bari ad Altamura a bordo di un treno del 1915

Avete mai sentito parlare del Murgia Express? E’ un treno del 1915  di proprietà delle Ferrovie Appulo Lucane che l’associazione Rotaie di Puglia ha rispolverato in occasione della I Fiera Vintage di Altamura.

Il treno aveva percorso lo stesso tragitto a fine aprile, in occasione di Federicus, la grande festa medievale dedicata a Federico II, che si è svolta sempre ad Altamura.  In quella occasione i posti sono andati esauriti in pochi giorni ed io non sono riuscita a prenotare il mio per tempo.

Perciò, questa volta non potevo proprio perdermelo!

E’ stato un viaggio bellissimo, nonostante la pioggia. Il treno è partito da Bari alle 15.30 e ha attraversato tutta la Murgia sino ad arrivare ad Altamura, dopo circa un’ora.

ph Thomas van der Aa
ph Thomas van der Aa

Una atmosfera da film quella del treno storico, perfettamente conservato con le poltroncine in velluto porpora, della prima classe e i sedili in legno della seconda. All’interno ed all’esterno del treno, tutto è rimasto come era un tempo.

Come splendida scenografia il paesaggio, senza tempo, dai colori caldi e dalle forme morbide della Murgia, tra i miei preferiti in Puglia. La sensazione è stata veramente quella di un salto nel passato. 

ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare

Arrivati ad Altamura, ad attenderci c’era una guida che ci ha accompagnati all’interno del centro storico per una visita dei luoghi più importanti della città Federiciana. Altamura, ha secondo me, uno dei centri storici più belli, oltre che più grandi di tutta la Puglia.

Da non perdere:

  • Porta Bari e Porta Matera, i due ingressi principali della città
  • la splendida cattedrale Romanica di Santa Maria Assunta, fatta costruire da Federico II di Svevia e successivamente ammodernata in epoca barocca, con l’aggiunta di campanili e a metà ‘800 al suo interno
  • il ghetto ebraico dalla singolare planimetria a forma di Menorah, il candeliere ebraico a sette bracci
  • l’antico caffè Ronchi, la cui specialità è l’amaro Padre Peppe
ph Thomas van der Aa
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ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare
ph Thomas van der aa
ph Thomas van der aa

Il Murgia Express viaggia solo in occasioni particolari e so che i ragazzi di Rotaie di Puglia hanno in programma delle novità per l’estate e probabilmente sarà possibile, nel mese di luglio, percorrere la tratta Lecce Gallipoli.

Io mi terrò aggiornata tramite la loro pagina Facebook, in attesa che il loro sito web sia pronto (anzi, ragazzi, se mi leggete e avete bisogno di una mano per un sito nuovo e funzionante contattatemi!) e non vedo l’ora di tornare a bordo del Murgia Express per un nuovo viaggio nel tempo.

Voi siete mai stati a bordo di un treno del 1915? come ve lo immaginate?

 

Cinque posti dove mi sono sentita a casa-#LaMiaCasa

Oggi voglio parlarvi de #LaMiaCasa e raccontarvi dei cinque posti dove mi sono sentita a casa.

La sfida è stata lanciata inizialmente da Roberta Calabretta, autrice del blog vieniviadiqui  ed io l’ho scoperta grazie ad un post di Silvia Fortunati del blog mangiapregascrivi, sul gruppo Facebook Blogging Experience, fondato da Silvia Ceriegi.

L’idea mi è piaciuta subito perché:

  1. è una bella occasione per creare network tra blogger
  2. era da un po’ che volevo parlarvi dei posti in cui mi sento a casa

Prima di svelarvi la mia top five, però, è d’obbligo una premessa. Stranamente, uno dei posti in cui non mi sono mai sentita a casa è proprio la città in cui sono nata, in cui ho vissuto la mia infanzia ed adolescenza, da cui mi sono allontanata, finito il liceo e in cui la mia famiglia risiede ed io in questi ultimi anni ho deciso di stabilire la mia base.

ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare

Famiglia a parte, non ho mai sentito di appartenere a questa città e con essa non ho nessun legame, se non quello familiare, appunto.

Questa città è Molfetta e si trova in Puglia, esattamente nella provincia di Bari. Per uno strano scherzo del destino, dopo anni in giro tra studio e lavoro è proprio qui a Molfetta che sono tornata e che al momento risiedo.

Spesso mi diverto a viverla anche da turista, partecipando a visite guidate o andando alla scoperta di antiche tradizioni e luoghi caratteristici. Ultimamente ho partecipato ad un mini tour guidato, organizzato dalla ProLoco cittadina di cui no scritto sul portale IloveMolfetta.

Benché io proprio non mi senta a casa nella mia città d’origine (anche se la mia piccola casetta è un bel nido accogliente, nel quale riesco a concentrami sui miei progetti e a trovare un angolo di relax quando sono stanca), ho una naturale propensione a sentirmi “a casa” in quasi tutti i luoghi che mi capita di visitare e chiamo “casa” qualsiasi posto in cui passo la notte o poso la valigia. A voi succede?

Detto questo, torniamo a #LaMiaCasa e ai cinque posti dove mi sono sentita a casa che sono:

  • Bologna, la mia città d’adozione. A Bologna ho vissuto gli anni dell’università, i più belli della mia vita. Sarò sempre affezionata a questa città di cui conosco ogni strada ed ogni angolo, meglio di qualsiasi altro posto.
  • Milano, gli anni del Master e delle prime esperienze lavorative importanti. Qui resta quella che considero la mia seconda casa, il Teatro alla Scala, di cui mi è noto ogni centimetro quadrato e José, il mio parrucchiere di fiducia.
ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare
  • Londra e l’Inghilterra, dove ho passato una esperienza di vita molto intensa e con cui ho uno strano legame viscerale. Mi muovo nella metropolitana di Londra, meglio che nel condominio di casa mia, sono perfettamente a mio agio con usi e costumi e adoro la cucina inglese.
ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare
  • Il Belgio ed in particolare Ostenda, dove da qualche anno passo lunghi periodi dell’anno non solo per fare il pieno di birra, gamberetti e bouillabaisse, ma per visitare palmo a palmo il Paese del mio fidanzato nonché di Jan Fabre e René Magritte, due tra i miei artisti preferiti.
ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare
  • Terenten o Terento (in Italiano) il piccolo paesino della val Pusteria dove da sempre ho l’abitudine di trascorrere le vacanze con tutta la mia famiglia al completo. Tornerò a Terento tra meno di due settimane, per un’occasione particolare, un matrimonio. I preparativi fervono da mesi e voglio raccontarvi presto ogni dettaglio.

Il mio elenco si ferma a cinque, ma potrebbe andare avanti e aggiungerei sicuramente almeno Malta, la Croazia, la Sardegna, Vieste, Palermo, il mio camper e molti altri luoghi.

Sono nomade dentro, non ci posso fare niente, per me “casa” è ogni posto in cui vivo.

Tu dove ti senti a casa?

 

 

 

 

 

Un weekend in val di Cembra e altopiano di Piné

Adoro la montagna ed in particolar modo il Trentino Alto Adige, ma prima della scorsa settimana non ero mai stata in val di Cembra. Anzi, ad essere sincera, non ne avevo mai sentito nemmeno parlare, sino a che non mi è arrivato l’invito a partecipare ad un blog tour,  come inviata speciale di trippando.

Sono sempre felicissima di partire come blogger, se poi mi invitano in un posto che tanto amo, non sto più in me dalla gioia!

Posso dirvi che quello in val di Cembra è stato uno dei blog tour più belli a cui abbia partecipato. Quello che mi ha conquistata, oltre alla bellezza di questa valle è stata l’accoglienza calorosissima dei cembrani, il loro grande entusiasmo e l’amore per ciò che fanno e la propria terra.

Per un’intero weekend, dal venerdì al lunedì, ho messo via lo stress e mi sono lasciata condurre da Mara, Mattia, Lorenza e gli altri, alla scoperta di questa valle Trentina e del vicino altopiano di Pinè.

ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare

La val di Cembra è una piccola Valle scavata dal torrente Avisio, all’interno delle Dolomiti di Fiemme, perciò molto vicina alla ben nota val di Fiemme. Racchiude, in se, piccoli Comuni, tra cui Cembra, Faver, Segonzano, Lisignano, Giovo ed altri.

Ad est della val di Cembra, si trova l’altopiano di Piné che è composto dai comuni di Baselga di Piné e Bedollo.

ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare

Sia la valle di Cembra che l’altopiano di Piné non sono tra le mete più turistiche del Trentino e questo per me è solo un vantaggio, visto che non amo i luoghi particolarmente turistici ed affollati. Ciò non vuol dire, assolutamente, che non ci sia nulla da vedere o da fare, anzi.

Se volete maggiori informazioni su cosa fare in val di Cembra e altopiano di Piné, leggete qui, per non perdere tutti gli appuntamenti della val di Cembra leggete qui, per scoprire cosa fare in una giornata sull’altopiano di Piné leggete qui oppure visitare il sito visitpinecembra.it per ulteriori informazioni.

Tra le cose da sapere sulla val di Cembra c’è sicuramente che la sua origine vulcanica e i suoi terreni calcarei, la rendono un territorio ideale per la coltivazione di vigneti. Infatti, possiamo considerarla la “patria” del Muller Thurgau, della Schiava e di altri vini trentini D.O.C., tra cui straordinari pumanti come il Salisa o il Cimbrus.

I vigneti terrazzatti ed i muretti a secco che la caratterizzano, sono uno spettacolo di colori in tutte le stagioni. In val di Cembra, gran parte della vita e dell’economia, ruota attorno alla coltivazione dell’uva ed alla produzione del vino (e della grappa).

Ed è proprio su questo che i cembrani puntano per attrarre sempre nuovi visitatori nella valle.

Per gli amanti del vino, la val di Cembra è il posto perfetto! Qui possono dedicarsi al trekking lungo i vigneti, per scoprire le varie tipologie di uve e di coltivazioni, girare per cantine o per caneve, secondo la tradizione locale.

ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare

Io ho avuto la fortuna di partecipare al Durerweg il 22 maggio, un trekking lungo le tracce del pittore Albrecht Durer,  tra enogastronomia, bellezze naturali come le piramidi di Segonzano e luoghi culturali come il Castello di Segonzano; ad una degustazione, con cena, alla cantina Villa Corniole, che mi è piaciuta tanto perchè ci hanno fatto assaggiare tre annate diverse di uno stesso vino, il Salisa Trento D.O.C. e soprattutto di incontrare persone straordinarie come Marcello, il proprietario dell’agritur Al Volt, il primo agriturismo d’italia;  Alfio, il produttore del Cimbrus Trento D.O.C. ed il grande Gilberto Simoni.

ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare

Davvero un bel weekend quello in val di Cembra e altopiano di Piné, dal quale ho portato a casa, oltre ai colori ed ai sapori, ai formaggi di Marco dell’azienda agricola Le Mandre a Bedollo, soprattutto i sorrisi e l’affetto della gente del posto.

Io in val di Cembra ci tornerò sicuramente presto! Voi la conoscete?

Bari e il corteo storico di San Nicola

Siete mai stati a Bari durante il corteo storico di San Nicola?

E’da un po’ che non mi faccio sentire e non vi aggiorno sui miei giretti e su tutte le altre cosette, ma ho una motivazione molto seria che giustifica la mia latitanza. E’ da un paio di mesi che ho ripreso il mio lavoro (quello per cui ho studiato e che avevo abbandonato da un po’ leggete qui), ma questa è un’altra storia, ora voglio parlarvi di una cosa che, nell’ultimo mese e mezzo, mi ha presa completamente.

Con l’ultimo post che ho scritto su questo blog, vi ho portati a Foggia per Libando, il festival dello street food grazie al quale ho scoperto che questa città non è affatto male, anzi…

Se l’avete letto, ricorderete che ho sottolineato quanto una manifestazione di piazza o un grande evento siano importanti per farti riscoprire certi luoghi, spesso sottovalutati, ma che si rivelano sorprendenti per la loro bellezza e ricchi di potenzialità. Se non l’avete ancora letto, potete recuperare qui.

Bene, in queste settimane sono alle prese con un evento importantissimo: il corteo storico di San Nicola a Bari. ResExtensa, la compagnia di danza per cui lavoro e la sua fondatrice, la danzatrice e coreografa Elisa Barucchieri, stanno curando una spettacolare performance di danza aerea che completerà il corteo diretto dal regista Francesco Brollo.

(Lo spettacolo realizzato in collaborazione con Molecole Show è la conclusione di un progetto sovvenzionato dal Teatro Pubblico Pugliese che ha visto un gruppo di danzatori, provenienti da tutta Italia, impegnati in un worshop di due settimane, con i maestri mondiali di volo assistito, i  Motus Modules che per la prima volta hanno insegnato nel nostro Paese).

ph Molecole
ph Molecole

Avete mai sentito parlare di questa festa che ogni anno il 7 maggio si tiene a Bari in omaggio a San Nicola, il Santo di Myra venerato da cattolici e ortodossi e conteso da Roma e Bisanzio?!

No?! Beh, nemmeno io sapevo un gran che di questo corteo. Certo, conoscevo San Nicola e la sua storia, ma non mi era mai capitato di assistere alla festa in suo onore.  Ci sono voluti due “stranieri” per farmi fare questa nuova scoperta!

Infatti, Elisa, mamma americana e padre fiorentino, ha scelto la Puglia come sua residenza stabile da molti anni e Francesco Brollo, veneziano di nascita, ma barese naturalizzatissimo, di San Nicola sanno proprio tutto. Io Pugliese purosangue, anche se non sembra, di San Nicola e del corteo storico non ne sapevo proprio nulla, ma non è mai tardi per imparare e così mi ci sono ritrovata totalmente immersa.

Insomma, Bari, città di mare, fondata sugli scambi commerciali e culturali, si dimostra ancora una volta un porto franco per chi, come San Nicola, arriva dal mare.

Il corteo storico di San Nicola è un evento di grandissima importanza e di rilevanza internazionale. In occasione della festa del 7 maggio un gran numero di pellegrini, provenienti da tutto il mondo, raggiungono a piedi la Basilica in cui sono custodite le reliquie di San Nicola, per rendergli omaggio e chiedere la grazia.

I festeggiamenti durano quattro giorni, dal 6 al 9 maggio e come da tradizione un corteo storico rievoca la leggenda del Santo, protettore dei bambini e dei bisognosi, le cui spoglie furono trafugate da Myra e portate a Bari.

Il corteo storico di San Nicola è l’occasione perfetta per visitare Bari per almeno 5 buoni motivi:

  • innanzitutto è un evento importantissimo da punto di vista religioso, storico e culturale;
  • in secondo luogo è la manifestazione del folclore barese più autentica;
  • terzo ci svolge nella zona più bella della di Bari;
  • poi, si svolge a maggio che è anche un bel mese per venire a visitare la Puglia;
  • last but not least, quest’anno potrete assistere ad uno spettacolo di danza aerea che vi lascerà senza fiato.

Se vi ho convinti, potete visitare il sito, guardare il programma completo e venire a volare con me per San Nicola!

Vi aspetto!!

 

 

 

Libando – viaggiare mangiando e la scoperta del centro storico di Foggia

Si è concluso da poche ora Libando, viaggiare mangiando, il festival dello street food che per il terzo anno consecutivo ha portato a Foggia tanto buon cibo di strada, alcuni tra gli chef più interessanti del territorio, i produttori locali dell’agroalimentare e migliaia di visitatori.

Potevo perdermelo? Certo che no! Infatti, a Libando c’ero anch’io per i miei blog (per questo e per Wanderlustmytravelblog), per Trippando e per POIcampers, il progetto di vintage camper rental e promozione del territorio che sto avviando in questi mesi.

ph Thomas van der Aa
ph Thomas van der Aa

Libando è stata una grande festa del cibo, ma soprattutto l’occasione giusta, per me, di scoprire una città che non conoscevo.

Diciamo la verità, sapete che mi piace essere franca, Foggia non gode poi ti questa grande fama. Che ci vai a fare a Foggia se non di passaggio in stazione o con l’autostrada?! Foggia ha l’Università, il Conservatorio e bla bla bla ma vuoi mettere con Lecce, Bari o le altre città di provincia pugliesi, ultimamente sempre più apprezzate?

Invece, dopo anni in cui per me Foggia era solo la fermata del treno (ai tempi dell’Università a Bologna, quando si prendeva ancora il treno per tornare a casa a Natale e Pasqua) che mi indicava che “Itaca” era vicina, finalmente, grazie a Libando, ho scoperto che il centro storico di Foggia è veramente una chicca.

Per questo, pur non avendo perso nemmeno uno degli eventi in programma a Libando, oltre ad aver assaggiato tante delle deliziose specialità tra i vari stand presenti, ho deciso di dedicare del tempo alla visita di questo centro storico, ingiustamente sottostimato.

ph Thomas van der Aa
ph Thomas van der Aa

Se vi trovate a da queste parti, anche solo per poco tempo, non passate oltre e fermatevi a visitare il centro storico di Foggia, ne varrà la pena!

Da vedere:

  • il Teatro Umberto Giordano, sono di parte, ma questo teatro è di una bellezza straordinaria, tra i più bei teatri all’italiana di provincia che abbia mai visto.
ph Thomas van der Aa
ph Thomas van der Aa
  • la Chiesetta di Santa Maria della Misericordia in piazza del Purgatorio, conosciuta anche come Chiesa dei Morti
  • la Catterdale, splendido esempio di barocco pugliese
ph Thomas van der Aa
ph Thomas van der Aa
  • gli ipogei urbani, eredità di una città sotto la città
  • il Museo Civico, con le sue quattro sezioni: archeologia, etnografica, storica e la pinacoteca

Quelli appena indicati sono i luoghi che ho scoperto seguendo i percorsi di Libando, i cui eventi si sono svolti tra le principali piazze e i più importanti palazzi del centro storico.

 

 

Quest’anno per le vacanze di Pasqua scelgo la Puglia

Quest’anno per le vacanze di Pasqua ho scelto la Puglia. Certo, sono pugliese mi viene facile, penserete voi. Più o meno, rispondo io, visto che normalmente sono sempre in giro.

In effetti, anche lo scorso anno, per la prima volta, ho deciso di restare in Puglia, in questo periodo, per seguire i riti e le tradizioni della Settimana Santa che in tanti amano, ma a cui io non avevo mai assistito.  La mia esperienza ve l’ho raccontata poi in questo post.

Settimana Santa

Da quando ho un blog mi è capitato spesso di scoprire o riscoprire tanti luoghi con occhi diversi, come Molfetta, la mia città di origine.

Così, quest’anno, come lo scorso, scelgo di restare in Puglia e godermi le bellezze di cui questa regione è ricca. Ho deciso di girarla in camper per poter raggiungere anche gli angoli più remoti, che spesso sono anche i più suggestivi. Anche perché non c’è stagione migliore della primavera per visitare la Puglia.

Puglia in primavera

Volete sapere perché?:

  • i prezzi sono decisamente più bassi
  • i luoghi assolutamente non affollati
  • il clima è mite, non troppo caldo come d’estate, né umido come in autunno.
  • i riti di Pasqua sono imperdibili
  • si mangiano i ricci di mare nei ristorantini vicino alla spiaggia
  • i colori della campagna con i mandorli e i ciliegi in fiore sono caratteristici
  • il sole va giù più tardi e regala tramonti bellissimi

Siete mai stati in Puglia? Venite a scoprirla con i vostri occhi e aggiungete la vostra buona motivazione personale a quelle che elencato io!

Il mio viaggio in Turchia (io non ho paura di viaggiare)

Esattamente un anno fa, in questi giorni, stava per iniziare il mio viaggio alla scoperta della Turchia. Un viaggio unico e totalmente insolito per me e per il mio modo di viaggiare. Le motivazioni che mi hanno spinta a partire, ve le spiegavo in uno dei miei primi post su Wanderlust.

Istanbul

Oggi riaffiorano alla mente tutti i ricordi e le sensazioni che la Turchia con la sua straordinaria bellezza mi ha lasciato e ripartirei domani, se potessi. Qualcuno penserà che sono una incosciente, ma io non ho paura di viaggiare anche dopo i terribili attentati degli ultimi mesi. Io non voglio convivere con il terrore.

Cappadocia

Sorseggio la mia tazza di the, mentre scrivo e riguardo le foto. Quanta nostalgia. Della Turchia mi mancano i colori forti, come quelli della frutta sui banchi dei mercati o dei tappeti lavorati a mano; la bellezza mozzafiato di Istanbul e della Cappadocia; il sole caldo di Antalya; la magia del lago salato Tuz Golu che confonde lo sguardo tra acqua e cielo; la bontà dei gozleme nella antica città di Ankara; l’affascinante storia dei Dervisci; l’autenticità dei luoghi e la ruvidezza della gente semplice.

Tuz Golu

C’è una cosa che ho imparato ad Istanbul, che porterò sempre con me: la convivenza pacifica tra culture e credo differenti. L’Hagia Sophia (o Ayasofya in turco), nata in origine come chiesa ortodossa, poi cristiana e successivamente moschea, è un esempio significativo di come le culture e i credo diversi possano convivere in armonia tra loro. Oggi l’Hagia Sphia è adibita a museo e, al suo interno, le raffigurazioni sacre cristiane e musulmane si velano affiancate le une alle altre.

Hagia Sophia

 

Lo straordinario esempio di tolleranza, convivenza pacifica e liberà di espressione che l’Ayasofy, rivela, suscita in me una profonda riflessione su temi di attualità.

La Turchia è un Paese da sempre crocevia di culture, fisicamente a metà tra Europa ed Oriente, dove ancora oggi convivono numerose etnie è teatro di assurdi atti di intolleranza e terrorismo.

Ho amato e amo la Turchia e si, ci tornerei anche domani.

Voi ci siete mai stati? Vi è piaciuta? Come è cambiato il vostro modo di vivere e di viaggiare in questi ultimi anni e soprattutto mesi? Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione, lasciate un commento.

 

 

Come noleggiare una canal boat a Londra (e in UK)

In questo post vi darò preziosi suggerimenti su come noleggiare una canal boat a Londra e nel Regno Unito.

canl boat lifestyle

Vivere su una canal boat è un’esperienza straordinaria. Come ho raccontato nel post precedente, negli ultimi anni, un numero sempre maggiore di londinesi, ha rinunciato ai confort della vita in appartamento, preferendo a questa, quella più spartana delle house boat. Si tratta di una scelta di vita affascinate che tuttavia ha i suoi aspetti critici, se definitiva.

Non è necessario lasciare ogni cosa e trasferirsi nella City per capire di cosa sto parlando. E’ possibile vivere su una canal boat anche per un periodo breve, senza dover necessariamente conoscere qualcuno che ne possiede una.

 

Avete mai pensato di noleggiare una canal boat per la vostra prossima vacanza? Non è indispensabile avere delle competenze particolari per gestirla, basta semplicemente aver voglia di adattarsi un po’, ma il divertimento è assicurato!

moving a canal boat

Facendo delle ricerche in rete non sarà semplicissimo trovare le informazioni necessarie a noleggiarne una, questo perché non tutte possiedono una regolare licenza per l’affitto.

Io ho selezionato per voi i migliori siti dove trovare canal boat a noleggio, sia direttamente da privato che tramite agenzia: