Cinque posti dove mi sono sentita a casa-#LaMiaCasa

Oggi voglio parlarvi de #LaMiaCasa e raccontarvi dei cinque posti dove mi sono sentita a casa.

La sfida è stata lanciata inizialmente da Roberta Calabretta, autrice del blog vieniviadiqui  ed io l’ho scoperta grazie ad un post di Silvia Fortunati del blog mangiapregascrivi, sul gruppo Facebook Blogging Experience, fondato da Silvia Ceriegi.

L’idea mi è piaciuta subito perché:

  1. è una bella occasione per creare network tra blogger
  2. era da un po’ che volevo parlarvi dei posti in cui mi sento a casa

Prima di svelarvi la mia top five, però, è d’obbligo una premessa. Stranamente, uno dei posti in cui non mi sono mai sentita a casa è proprio la città in cui sono nata, in cui ho vissuto la mia infanzia ed adolescenza, da cui mi sono allontanata, finito il liceo e in cui la mia famiglia risiede ed io in questi ultimi anni ho deciso di stabilire la mia base.

ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare

Famiglia a parte, non ho mai sentito di appartenere a questa città e con essa non ho nessun legame, se non quello familiare, appunto.

Questa città è Molfetta e si trova in Puglia, esattamente nella provincia di Bari. Per uno strano scherzo del destino, dopo anni in giro tra studio e lavoro è proprio qui a Molfetta che sono tornata e che al momento risiedo.

Spesso mi diverto a viverla anche da turista, partecipando a visite guidate o andando alla scoperta di antiche tradizioni e luoghi caratteristici. Ultimamente ho partecipato ad un mini tour guidato, organizzato dalla ProLoco cittadina di cui no scritto sul portale IloveMolfetta.

Benché io proprio non mi senta a casa nella mia città d’origine (anche se la mia piccola casetta è un bel nido accogliente, nel quale riesco a concentrami sui miei progetti e a trovare un angolo di relax quando sono stanca), ho una naturale propensione a sentirmi “a casa” in quasi tutti i luoghi che mi capita di visitare e chiamo “casa” qualsiasi posto in cui passo la notte o poso la valigia. A voi succede?

Detto questo, torniamo a #LaMiaCasa e ai cinque posti dove mi sono sentita a casa che sono:

  • Bologna, la mia città d’adozione. A Bologna ho vissuto gli anni dell’università, i più belli della mia vita. Sarò sempre affezionata a questa città di cui conosco ogni strada ed ogni angolo, meglio di qualsiasi altro posto.
  • Milano, gli anni del Master e delle prime esperienze lavorative importanti. Qui resta quella che considero la mia seconda casa, il Teatro alla Scala, di cui mi è noto ogni centimetro quadrato e José, il mio parrucchiere di fiducia.
ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare
  • Londra e l’Inghilterra, dove ho passato una esperienza di vita molto intensa e con cui ho uno strano legame viscerale. Mi muovo nella metropolitana di Londra, meglio che nel condominio di casa mia, sono perfettamente a mio agio con usi e costumi e adoro la cucina inglese.
ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare
  • Il Belgio ed in particolare Ostenda, dove da qualche anno passo lunghi periodi dell’anno non solo per fare il pieno di birra, gamberetti e bouillabaisse, ma per visitare palmo a palmo il Paese del mio fidanzato nonché di Jan Fabre e René Magritte, due tra i miei artisti preferiti.
ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare
  • Terenten o Terento (in Italiano) il piccolo paesino della val Pusteria dove da sempre ho l’abitudine di trascorrere le vacanze con tutta la mia famiglia al completo. Tornerò a Terento tra meno di due settimane, per un’occasione particolare, un matrimonio. I preparativi fervono da mesi e voglio raccontarvi presto ogni dettaglio.

Il mio elenco si ferma a cinque, ma potrebbe andare avanti e aggiungerei sicuramente almeno Malta, la Croazia, la Sardegna, Vieste, Palermo, il mio camper e molti altri luoghi.

Sono nomade dentro, non ci posso fare niente, per me “casa” è ogni posto in cui vivo.

Tu dove ti senti a casa?

 

 

 

 

 

Come noleggiare una canal boat a Londra (e in UK)

In questo post vi darò preziosi suggerimenti su come noleggiare una canal boat a Londra e nel Regno Unito.

canl boat lifestyle

Vivere su una canal boat è un’esperienza straordinaria. Come ho raccontato nel post precedente, negli ultimi anni, un numero sempre maggiore di londinesi, ha rinunciato ai confort della vita in appartamento, preferendo a questa, quella più spartana delle house boat. Si tratta di una scelta di vita affascinate che tuttavia ha i suoi aspetti critici, se definitiva.

Non è necessario lasciare ogni cosa e trasferirsi nella City per capire di cosa sto parlando. E’ possibile vivere su una canal boat anche per un periodo breve, senza dover necessariamente conoscere qualcuno che ne possiede una.

 

Avete mai pensato di noleggiare una canal boat per la vostra prossima vacanza? Non è indispensabile avere delle competenze particolari per gestirla, basta semplicemente aver voglia di adattarsi un po’, ma il divertimento è assicurato!

moving a canal boat

Facendo delle ricerche in rete non sarà semplicissimo trovare le informazioni necessarie a noleggiarne una, questo perché non tutte possiedono una regolare licenza per l’affitto.

Io ho selezionato per voi i migliori siti dove trovare canal boat a noleggio, sia direttamente da privato che tramite agenzia:

 

 

 

Canal boat experience (vivere Londra in canal boat)

Desideravo provare l’esperienza di vivere Londra in canal boat da molto tempo e finalmente l’occasione è arrivata qualche settimana fa. Il mio 2016 è iniziato alla grande, con il più bello dei viaggi che potessi fare.

canal boat

Una canal boat è come una casa mobile, solo che sta nell’acqua. Al suo interno hai tutto l’indispensabile per vivere, ma sicuramente non lo spazio ed i confort che puoi avere in una casa fatta di mattoni. Diciamo che non è esattamente il Langham Hotel e che per apprezzarla è necessario un po’ di spirito di adattamento, ma vi assicuro che vale la pena provare!

Vi sarà sicuramente capitato di vederne nei canali in nord Europa. Quelle dei Paesi Bassi sono tra le più note. Ad Amsterdam se ne vedono tante, alcune molto belle, tutte piene di fiori colorati, una vicina all’altra. Normalmente le, così dette, house boat olandesi restano ferme lì dove sono ormeggiate, mentre a Londra la maggior parte di esse si sposta continuamente lungo i canali.

Negli ultimi anni sempre più persone residenti nella City hanno scelto di vivere stabilmente in una canal boat. Una delle ragioni più comuni che ha contribuito all’incremento di questa tendenza è il costo delle abitazioni. Gli affitti sono alle stelle e accedere ai mutui per acquistare casa non è semplice, soprattutto per i single. Così, molti trovano nelle canal boat una soluzione più economica per vivere in centro.

canl boat lifestyle

La vita in canal boat, sebbene affascinate per molti aspetti, non è sicuramente per tutti. Innanzitutto, come dicevo prima, richiede una certa capacità di adattamento. Quotidianamente bisogna fare i conti con problemi pratici come l’energia elettrica che arriva dalle batterie collegate al motore o dai pannelli solari, le bombole di gas per il riscaldamento e la cucina che vanno sostituite periodicamente, l’approvvigionamento dell’acqua, lo scarico delle acque reflue, ecc. Insomma non ti fai la doccia la mattina se prima non hai riscaldato l’acqua per almeno una buona mezz’ora (io non lo sapevo e me la sono fatta bella fredda la prima mattina. Non la inserirei tra le 10 cose che preferisco fare a gennaio). Se i pannelli solari non sono belli carichi, il tuo smartphone resta a terra e comunque difficilmente puoi caricare tablet, telefono, computer, batteria esterna e usare il phon contemporaneamente, per tre ore di fila. Quando torni a casa la sera, il riscaldamento non sarà partito prima che tu non lo abbia acceso manualmente (il che vuol dire che potrebbero non esserci 20°, ma forse nemmeno 10°).

canal boat 1

Eppure, nonostante tutto, per me la vita in canal boat è meravigliosa! E’ un po’ come essere sempre in vacanza. Tra boaters ci si conosce, ci si aiuta, come in un camping d’estate. La comunità dei London boaters si espande anche sui social media con gruppi e pagine.

Riscaldarsi con una tazza bollente di the ed un plaid, la pioggia che batte sul tetto, il suono del vento, i passi di chi, nella notte, cammina sulla tua boat per raggiungere la sua, per me sono sensazioni indescrivibili.

moving a canal boat

Come vi dicevo, la particolarità delle canal boat londinesi è che, nella maggior parte dei casi, non sono fisse, ma navigano per i canali. Anche questa è una conseguenza dei costi. Gli ormeggi stabili costano cari, mentre la circolazione è totalmente gratuita. Per questo un gran numero di canal boat, non pagando un posto fisso, gira continuamente e, al massimo, ogni due settimane deve spostarsi per raggiungere un nuovo punto di sosta.

Regent Canal

Tra i punti più di stop più noti ci sono il Camden Lock in Camden Town ed il Regents Canal in Kings Cross.

Costi a parte, vivere in una canal boat è uno stile di vita, una scelta precisa che puoi fare solo se ti piace.

Conosco diverse persone che hanno scelto di vivere in canal boat o che ne possiedono una, ma quella in cui ho alloggiato io è veramente speciale. Se volete saperne di più, date uno sguardo a questo reportage del The Guardian e guardate il video per vedere com’è al suo interno e conoscere il proprietario.

Vi piacerebbe provare questa esperienza straordinaria? Avete mai pensato di noleggiare una canal boat per la prossima vacanza? Volete sapere come fare?

 

 

 

Il mio soggiorno al Langham Hotel London

Prima di svelarvi tutto sulla mia esperienza in canal boat (che è stato il vero motivo del viaggio a Londra) vi parlerò del mio soggiorno al Langham Hotel

Perché abbia scelto questo meraviglioso hotel, ve l’ho già spiegato su trippando.it, ora voglio raccontarvi come è andata.

Non mi stancherò mai di scoprire una città tanto grande ed in continuo mutamento come Londra. I punti di vista da cui guardarla sono infiniti ed io penso di averne scoperti solo alcuni, tra questi c’è sicuramente la Londra elegante degli hotel di lusso.

photo credits The Langham Hotel
photo credits The Langham Hotel

Il Langham è uno degli hotel più rappresentativi della città, è stato il primo Grand Hotel d’Europa. Il suo palazzo in stile vittoriano è uno degli esempi più importanti di architettura inglese di quell’epoca, qui è nato il rito dell’afternoon tea (il the del pomeriggio) e Napoleone l’ha scelto come residenza per il suo esilio.

Potevo resistere al suo fascino?! Ma certo che no!

Sono arrivata al Langham in un piovoso tipico venerdì londinese, ho posato il mio bagaglio, in attesa che la mia stanza fosse pronta per le 15:00 e nel frattempo mi sono lanciata in una mattinata di shopping sfrenato in Regent Street.

L’hotel, si trova in Portland Place, affacciato alla chiesa di All Souls, proprio all’inizio di Regent Street, la principale via dello shopping, quindi vicinissimo anche a Soho.

A pranzo mi sono fermata da Franco Manca, la pizzeria più famosa di Londra. Ce n’è una proprio a Soho, in Berwick Street. Non amo mangiare cibo italiano all’estero, ma in questo caso ho fatto un’eccezione. Avevo sentito parlare di questa pizzeria che pare sia ormai un must nella City e, passandoci proprio vicino, non potevo non provare. Devo dirvi che è stata un’ottima scelta.

photo credits The Langham Hotel
photo credits The Langham Hotel

A questo punto, la mia stanza era pronta e sono stata accolta con estrema cordialità. Fa piacere sentirsi coccolati in hotel, soprattutto quando si viaggia da soli o si è in giro a lungo.

Dopo una breve sosta in camera, giusto il tempo di gustare la frutta fresca ed i deliziosi macarons di cui mi hanno omaggiata,  mi sono preparata per un pomeriggio di relax. La Chuan Spa mi aspettava ed io non mi sono fatta attendere.

photo credits The Langham Hotel
photo credits The Langham Hotel

Il wellness club del Langham, con la sua bellissima Spa, ispirata ai valori della filosofia del benessere e della medicina tradizionale cinese, la biosauna con sali dell’Himalaya, la piscina e la zona fitness TechnoGym, sono un vero paradiso nel centro di Londra.

Io mi sono persa qui per qualche ora, per l’esattezza tutto il pomeriggio. Non avrei potuto chiedere nulla di meglio.

Ci credete che i miei amici sono venuti a trovarmi e hanno preso un drink all’Artesian, l’elegantissimo bar dell’hotel, mentre io non sono riuscita a schiodarmi dalla Spa?!

photo credits The Langham London
photo credits The Langham London

Erano ormai quasi le 8:00 di sera quando mi sono trascinata in camera, non dopo essermi persa per i labirintici corridoi che portano alla Regent Wing, l’ala dell’hotel che si affaccia su Portland Place, dove si trovava la mia Grand Executive Room.

photo credits The Langham Hotel
photo credits The Langham Hotel

Per fortuna ho ritrovato la via in tempo per un bicchiere di champagne ed un complimentary evening canapés al Club Lounge. Questo servizio extra, offerto da molti hotel di lusso, è una delle facility che più apprezzo e che mi è capitato di trovare spesso a Londra. L’accesso a quest’area riservata ti permette di rilassarti a qualsiasi ora davanti ad un drink, di gustare una sempre variegata selezione di proposte culinarie, di dedicarti alla lettura o addirittura di rinfrescarti in caso di late check out.

Dopo una giornata così, cos’altro si può desiderare? Un letto, no?! Eh si, dopo un sonno rigenerante, in un fantastico king size double bed, l’avventura stava per iniziare.

photo credits The Langham London
photo credits The Langham London

Prima, però, una ricca colazione a base di frutta e muffin al cioccolato. Poi, una nuotata in piscina per dare energia alla giornata.

photo credits The Langham Hotel
photo credits The Langham Hotel

Credetemi, io dal Langham non sarei più andata via, ma una canal boat mi aspettava lì fuori ed io sognavo questo momento da tempo.

 

 

 

 

 

 

Il mio primo viaggio del 2016? Londra!

Ho scelto Londra come meta del mio primo viaggio 2016,  all’improvviso . Non avevo programmato un viaggio a gennaio né, tanto meno, di partire per Londra, ma le cose, si sa, accadono quando meno te lo aspetti. In realtà la maggior parte dei miei viaggi arriva d’impulso, come un po’ tutta la mia vita. Si dice che il ciabattino va sempre scalzo ed è proprio vero. Ho la forma mentis dell’organizzatore quando si tratta del mio lavoro o meglio di quello che un tempo era il mio lavoro. Per il resto, la mia vita, mi piace viverla come viene… spettinata, come sono io!

Regent Canal

Ho letto su Facebook (grazie Mark Zuckerberg) che un amico vendeva la sua canal boat e gli ho scritto dicendogli che non poteva darla via prima che io la salutassi, poi ho dato un’occhio ai voli Ryanair (per fortuna che esiste) e guarda caso le tariffe erano really cheap. Che fai, non parti? Certo che parti!

A voi piace Londra? Io non saprei descrivere esattamente quello che sento per questa città, ma posso dirvi che mi colpisce, mi inebria, a tratti stordisce. Mi rapisce, mi affascina, mi toglie il fiato, ma è una boccata di ossigeno. Mi diverte e mi sorprende. Mi ruba il cuore ogni volta ed io torno a riprendermelo, ma puntualmente lui resta li. Mi attrae e mi respinge allo stesso tempo.

Credo di vivere con questa città una storia romantica, nel senso letterario del termine.

Hyde Park

Londra per me è Hyde Park in una giornata grigia, Hampstead Park col sole, Camden Town con i suoi colori, litri di birra, i beef burgers più buoni del mondo, le note di una nuova canzone, millions of pigeons, i barbecue dove parli con tutti, le passeggiate lungo i canali, i festival d’estate, il caffè bollente la mattina, il the a tutte le ore, la libertà e l’amore.

Samuel Johnson (poeta, scrittore e critico, padre del vocabolario inglese)  scriveva: “quando un uomo è stanco di Londra, è stanco della vita, perché a Londra si trova tutto ciò che la vita può offrire”.

Bene, io sono partita! Volete sapere cosa è successo?