Cosa metto nella borsa del mare #nellaborsadelmare

Le ultime settimane sono state di fuoco (e non mi riferisco solo alle temperature), tra partenze e lavoro non mi sono fermata un attimo, ma ora finalmente è arrivato il momento di rilassarmi e decidere cosa mettere nella bora del mare.

Dopo due settimane torno finalmente a scrivere e dopo il post sull’uso del dirndl,  che ho indossato per il matrimonio insolito in Alto Adige, vi parlo di mare, cogliendo al volo l’hashtag #nellaborsadelmare lanciato da Silvia Ceriegi su trippando.it.

Perciò, se avete voglia di curiosare un po’ nella mia borsa, eccola qui:

ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare
  1. la borsa, mi piace che sia capiente e colorata. Quest’anno ne ho scelta una di 4all, in paglia con una pratica tracolla in cuoio;
  2. una bottiglietta, lavabile e riciclabile di Tupperware, contenente acqua fresca. Idratarsi al mare è importante, ma non dimentichiamoci di stare attenti all’ambiente;
  3. un pareo, per me non può mai mancare (non solo nella borsa del mare) e deve essere sempre 100% cotone. Il pareo è una delle cose più utili al mondo! Può essere utilizzato come telo mare, come pratico copri costume, come cuscino, per ripararsi in caso di vento fresco, come lenzuolo e persino per proteggere i sedili dell’auto quando sono roventi o non vogliamo riempirli di sale. Insomma, assolutamente indispensabile. Quello in foto è di Palme, ma non torno mai da un viaggio senza uno nuovo;
  4. beh, ovviamente il costume. Anche se, lo confesso, io al mare ci andrei senza. E’ per quello che adoro i posti selvaggi come la Croazia, perché amo la libertà e il contatto con la natura. Tuttavia, normalmente lo indosso e preferisco quelli colorati e super ridotti. Per il terzo anno consecutivo ho scelto Wikini che oltre ad avere delle fantasie stupende, è componibile con fascia o tringolo per il pezzo di sopra e slip o brasiliano per il pezzo di sotto. Il prezzo non è esagerato (intorno ai 70,00 €) e la qualità dei tessuti assolutamente il top;
  5. chiamatele infradito, flip flop o come vi pare, per me c’è solo un nome: Havaians! Ne ho decine, di tutti i colori, un vero must dell’estate. Le ho usate ovunque, anche per camminare in foresta o sotto un abito elegante e mai ne farei a meno. La loro gomma naturale è l’unico materiale che non mi crea vesciche e che non mi fa sudare. Al ritorno dal Brasile, qualche anno fa, ne ho fatto una super scorta che mi durerà per i prossimi 15 anni, almeno;
  6. la protezione solare. Da anni, ormai, preferisco alle creme gli oli solari, con media o bassa protezione, a seconda delle fasi di abbronzatura. Li trovo più facili da stendere e più idratanti. Quest’anno ho scelto l’olio solare di Angstrom. Tra i miei preferiti quelli di Clarins e Polysianes. Per la protezione mi lascio consigliare comunque dalla mia farmacista di fiducia, della Farmacia Rubino Selvaggio;
  7. I bijoux. Durante la giornata in spiaggia mi piace stare libera e non indosso nulla oltre al costume, ma un bijou nella mia borsa del mare non può mai mancare. A fine giornata, un aperitivo o una cenetta al tramonto può sempre starci e allora, dopo una bella doccia, indosso un abito semplice, ma non non rinuncio a personalizzarlo con una bella collana, un bracciale e degli orecchini. Le collane di Nanà Creations sono chicchissime e adatte a tutte le occasioni, come gli stravaganti orecchini di Principessa Glam;
  8. il poncho in spugna, molto utilizzato dai surfisti è utile per asciugarsi e per cambiarsi il costume in spiaggia;
  9. Il materassimo pieghevole di Decathlon. Leggerissimo, poco ingombrante e veramente comodo per stendersi su scogli o sassi. Io lo metto sotto il telo mare e all’occorrenza lo uso anche per fare un po’ di yoga o stretching;
  10. Una lettura leggera. Questo mese in edicola non potevo perdere  Traveller con lo speciale I Tesori d’Italia;
  11. Una lycra. Non ne faccio mai a meno durante lo sport in acqua. Mi protegge dal sole, durante le ore più calde e da veno e acqua, verso sera. Quella in foto è di Ion, super tecnica e molto stilosa. Le mie preferite in assoluto sono quelle di Billa Bong. Con me ho anche sempre una muta e dei calzari di questa marca;
  12. Voi li chiamate occhiali da sole, io li chiamo semplicemente Oakley. Per me il top per proteggermi dal sole, al mare e per praticare sport. Oltre ad avere degli ottimi filtri solari, sono anche resistenti agli urti e all’acqua. Io li indosso sia quando prendo il sole che quando faccio il bagno e ovviamente durante l’attività sportiva;
  13. Altra cosa che non può mai mancare nella borsa del mare è certamente un bel telo. Questo in spugna e cotone è molto leggero da tenere in borsa.

Come avrete notato la mia borsa del mare è bella piena. A tutte le cose che vi ho mostrato potete aggiungere anche il mio inseparabile Sony Xperia Z1 compact che avendo la particolarità di essere waterproof è sempre con me anche in acqua. Senza di lui non potrei immortalare i momenti più belli ed essere sempre connessa.

ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare

Borsa, pareo, costume e bijoux, se vi piacciono potete trovarli in vendita da Nanà e richiederli anche online, attraverso la pagina Facebook. In questi giorni, poi, approfittate anche dei saldi.

Voi cosa mettete nella borsa del mare? Sono curiosissima di scoprirlo, vi va di raccontarlo? Se avete un blog scrivete un post, se non lo avete usate l’hashtag #nellaborsadelmare per postare le vostre foto e i vostri pensieri sui Social o qui sotto nei commenti.

 

 

Tutto quello che c’è da sapere su come indossare un dirndl e dove comprarlo

Nel post precedente vi ho parlato di un matrimonio insolito in Alto Adige e sui social siete stati veramente in tanti a seguirmi. In molti vi siete incuriositi per le foto in dirndl, l’abito tradizionale tirolese che ho indossato. Perciò oggi vi racconto tutto quello che c’è da sapere su come indossare un dirndl e dove comprarlo.

Innanzitutto devo confessarvi che anche per me all’inizio non è stato facile orientarmi nella scelta del giusto dirndl perché i modelli, le fantasie e soprattutto le taglie sono una giungla, soprattutto se non si ha la possibilità di provarli in negozio.

Per fortuna dopo un bel po’ di ricerche e di tempo dedicato sono riuscita a trovare quello giusto e oggi sono in grado di darvi dei consigli pratici ed utili per aiutarvi a trovare il vostro dirndl.

ph Thomas van der Aa
ph Thomas van der Aa

Il modello giusto: i dirndl possono essere corti, medio o lunghi, quindi a seconda della vostra corporatura o età potete scegliere quello che più fa per voi. Io ho preferito quello corto ovvero il mini dirndl che arriva al ginocchio e non appesantisce, considerando l’utilizzo in estate e durante il giorno. Oltre alla lunghezza della gonna è molto importante tenere presente proprio l’utilizzo che se ne fa, perché a seconda della circostanza in cui andrete ad indossarlo, sceglierete la fantasia ed il tessuto. Io ho optato per una fantasia tradizionale a quadri, ma con colori vivaci ed estivi. Se avessi indossato lo stesso dirndl in inverno probabilmente sarei rimasta sui toni del blu o del verde bosco, abbinati al rosso. Nella stagione più calda ci si può sfiziare anche con fantasie floreali, mentre in quella fredda prevalgono le tinte unite o i quadretti. Esistono dirndl da lavoro, ma anche modelli elegantissimi da cerimonia, a voi la scelta in base all’utilizzo.

Le marche migliori: come per qualsiasi altro capo di abbigliamento tra i dirndl c’è un po’ di tutto, da quelli più economici e di bassa qualità a quelli sartoriali. Tra le marche che preferisco ci sono: Almash, molto raffinata e poetica; Kruger, sempre molto vivace e  Country Line, un classico;  La mia scelta è ricaduta, invece, su Marjo, per i tessuti e le rifiniture di ottima qualità, oltre che per la vestibilità impeccabile.

Il costo: anche qui, come per le marche, c’è veramente tutto per tutte le tasche. Potete spendere da qualche decina a diverse centinaia di euro, a seconda della qualità e del modello. Vi consiglio di non scendere sotto i 90/100,00 € o poco meno, se trovate qualcosa in offerta promozionale, a meno che non vi accontentiate di un abito di un tessuto sintetico o poco rifinito nei dettagli. Sicuramente da questa cifra di partenza ai 200,00 € potete trovare un bellissimo dirndl. Se poi non avete un limite di budget, buon per voi, ma non è indispensabile.

La taglia: la taglia giusta del dirndl è chiaramente molto importante, vista la struttura dello stesso. Se avete la possibilità di provarlo è ovviamente meglio. Se invece, come me, lo acquistate on line, fate attenzione a non sbagliare. Io normalmente porto una 38 italiana e come dirndl indosso una 32. Quindi considerate tre taglie in meno rispetto alla vostra. Questo in linea di massima, perché da marca a marca la vestibilità può cambiare leggermente. Sui siti trovate delle tabelle comparative delle taglie, ma non sono affidabilissime. Ad ogni modo, tenete presente che la misura veramente importante è quella della vita. la gonna è ampia, perciò ci state sempre ed il bustino se è largo si può stringere grazie ai lacci sul davanti. Nel caso fosse stretto potreste provare ad allargarlo dalla cerniera o dalle cuciture aggiungendo un po’ di stoffa, ma quello che sicuramente non potete cambiare è la circonferenza della vita.

Quando indossarlo: il dirndl potete indossarlo sempre! Nasce proprio come vestito per tutti i giorni. magari in centro a Milano potrebbero guardarvi un po’ storto, ma vi assicuro che in tutto il Tirolo o in Baviera, nessuno farà una piega e vi sentirete sicuramente a vostro agio. Si, perché un dirndl farebbe sentire a proprio agio ogni donna, fidatevi!

Come indossarlo: c’è un modo particolare di indossare il dirndl o meglio di annodare il suo grembiule. il nodo a sinistra indica che chi lo indossa è single, a destra che è impegnata, davanti che è vergine e dietro che è vedova.

Gli accessori: immaginate il dirndl come un abito normale con il quale potete indossare tutti gli accessori che preferite. Io ho indossato orecchini e bracciali fucsia di Principessa Glam che richiamavano i dettagli del dirndl e per la testa, una ghirlanda di fiori. Potete scegliere tra accessori tradizionali come i gioielli in argento, lo scialle, il cappello o ciò che preferite, ma una cosa non può mancare ed è la camicia. La camicia è un dettaglio importantissimo che fa parte integrante dell’abito, ma è venduta separatamente. Sceglietela con cura, in base alla vostra fisicità e preferibilmente della stessa marca dell’abito, in modo che si abbinino perfettamente.

Dove comprarlo: se avete la possibilità di acquistare il vostro dirndl in un negozio è perfetto. non avete bisogno di altro. Se Invece lo comprate on line, come ho fatto io, Amazon è utilissimo. Usate questo link, a voi non costerà nulla di più ed io riceverò un piccolo credito da parte di Amazon, come ricompensa per le informazioni che metto gratuitamente a vostra disposizione su questo Blog. Il Link è utile per qualsiasi tipo di acquisto. Io ho preso il mio dirndl da Finest Trachten, uno dei migliori venditori di Amazan. Con loro mi sono trovata benissimo e sono stati gentilissimi rispondendo ad ogni mia domanda ed aiutandomi a trovar il dirndl giusto. Ho ricevuto a casa, in pochissimi giorni, un pacco bellissimo con caramelle ed utili coupon di sconti anche su altri prodotti, come dei fantastici box food gourmet.

ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare

Bene, ora siete a conoscenza di tutto quello che c’è da sapere su come indossare un dirndl e dove comprarlo.

A proposito, non vi ho più detto del matrimonio… è stato stupendo, un trionfo di colori con tutte le donne in drindl. Ah c’era anche un maschietto coraggioso che ha indossato il tracht!

Il ricevimento si è svolto al birrificio Forst  di Lagundo, nei pressi di Merano. Lo conoscete? E’ un posto fa favola di cui vi parlerò presto!

ph Thomas van der Aa
ph Thomas van der Aa

 

 

 

 

Un matrimonio insolito in Alto Adige

E’ da gennaio che fervono i preparativi per un matrimonio insolito in Alto Adige. Tranquilli, non si tratta del mio matrimonio! Io sono ancora troppo giovane per sposarmi ahhhhhhhh!!

Scherzi a parte, sto parlando del matrimonio di mio Cugino che ha deciso di sposarsi in un luogo molto caro a tutta la famiglia.

In uno dei post precedenti, che potete leggere qui, vi avevo già parlato di Terento, il paese della Val Pusteria dove da sempre la mia famiglia trascorre le vacanze. La Pusteria è una delle valli più belle dell’Alto Adige, per me la più bella e, senza dubbio, la più cara.

Terento si trova sulla Sonnenstraße, la strada del sole, che già dal nome potete immaginare quanto sia bella e soleggiata. Più o meno equidistante da Bressanone e Brunico, è proprio al centro degli impianti sciistici più belli e delle località più rinomate delle Dolomiti.

Terento
Terento

Insomma, questo paesino, ci piace così tanto che, nella mia famiglia, ormai è tradizione sposarsi qui. Infatti mio cugino non è il primo. Esattamente 13 anni fa, oggi, nella bellissima chiesetta parrocchiale, si è sposata anche mia cugina.

matrimonio a Terento
matrimonio a Terento

I festeggiamenti durano tre giorni, in cui sono organizzate diverse attività che vanno dal trekking, a varie attività sportive, ma anche al relax in sauna, in piscina o semplicemente in giardino a prendere il sole.

Terento
Terento

L’arrivo è previsto il venerdì. Il sabato si svolge il rito e la domenica ci si congeda.

In questi tre giorni tutti gli invitati hanno la possibilità di conoscersi, stare insieme, condividere interessi in comune e partecipare alle varie attività. Io la trovo una cosa bellissima e se mai dovessi sposarmi, immagino di festeggiare esattamente così. Una festa semplice, senza fronzoli che valorizzi l’aspetto familiare, di scambio e condivisione del matrimonio. Una festa dove tutti sono a proprio agio e si divertono.

Tornando a questo matrimonio, come vi ho detto all’inizio, si tratta di un matrimonio insolito. Volete sapere perché? Indosseremo il dirndl, l’abito tradizionale tirolese.

Immagino già come sarà, con tutte le donne che indossano questi abiti stupendi, le bambine tutte colorate con le coroncine di fiori in testa. Chissà se qualcuno dei maschietti avrà il coraggio di indossare tracht.

dirndl ph Tania de Cesare
dirndl ph Tania de Cesare

Scegliere il drindl è stata una delle parti più belle di questo matrimonio in Alto Adige, che si celebrerà il prossimo weekend.

Io il mio l’ho comparto da Finest Trachten su Amazon. Nel prossimo post vi racconterò tutto sulla scelta dell’abito giusto e di come fare acquisti attraverso il link ad Amazon che trovate sulla home di questo blog.

 

Murgia Express-da Bari ad Altamura a bordo di un treno del 1915

Avete mai sentito parlare del Murgia Express? E’ un treno del 1915  di proprietà delle Ferrovie Appulo Lucane che l’associazione Rotaie di Puglia ha rispolverato in occasione della I Fiera Vintage di Altamura.

Il treno aveva percorso lo stesso tragitto a fine aprile, in occasione di Federicus, la grande festa medievale dedicata a Federico II, che si è svolta sempre ad Altamura.  In quella occasione i posti sono andati esauriti in pochi giorni ed io non sono riuscita a prenotare il mio per tempo.

Perciò, questa volta non potevo proprio perdermelo!

E’ stato un viaggio bellissimo, nonostante la pioggia. Il treno è partito da Bari alle 15.30 e ha attraversato tutta la Murgia sino ad arrivare ad Altamura, dopo circa un’ora.

ph Thomas van der Aa
ph Thomas van der Aa

Una atmosfera da film quella del treno storico, perfettamente conservato con le poltroncine in velluto porpora, della prima classe e i sedili in legno della seconda. All’interno ed all’esterno del treno, tutto è rimasto come era un tempo.

Come splendida scenografia il paesaggio, senza tempo, dai colori caldi e dalle forme morbide della Murgia, tra i miei preferiti in Puglia. La sensazione è stata veramente quella di un salto nel passato. 

ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare

Arrivati ad Altamura, ad attenderci c’era una guida che ci ha accompagnati all’interno del centro storico per una visita dei luoghi più importanti della città Federiciana. Altamura, ha secondo me, uno dei centri storici più belli, oltre che più grandi di tutta la Puglia.

Da non perdere:

  • Porta Bari e Porta Matera, i due ingressi principali della città
  • la splendida cattedrale Romanica di Santa Maria Assunta, fatta costruire da Federico II di Svevia e successivamente ammodernata in epoca barocca, con l’aggiunta di campanili e a metà ‘800 al suo interno
  • il ghetto ebraico dalla singolare planimetria a forma di Menorah, il candeliere ebraico a sette bracci
  • l’antico caffè Ronchi, la cui specialità è l’amaro Padre Peppe
ph Thomas van der Aa
ph Thomas van der Aa
ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare
ph Thomas van der aa
ph Thomas van der aa

Il Murgia Express viaggia solo in occasioni particolari e so che i ragazzi di Rotaie di Puglia hanno in programma delle novità per l’estate e probabilmente sarà possibile, nel mese di luglio, percorrere la tratta Lecce Gallipoli.

Io mi terrò aggiornata tramite la loro pagina Facebook, in attesa che il loro sito web sia pronto (anzi, ragazzi, se mi leggete e avete bisogno di una mano per un sito nuovo e funzionante contattatemi!) e non vedo l’ora di tornare a bordo del Murgia Express per un nuovo viaggio nel tempo.

Voi siete mai stati a bordo di un treno del 1915? come ve lo immaginate?

 

Un weekend in val di Cembra e altopiano di Piné

Adoro la montagna ed in particolar modo il Trentino Alto Adige, ma prima della scorsa settimana non ero mai stata in val di Cembra. Anzi, ad essere sincera, non ne avevo mai sentito nemmeno parlare, sino a che non mi è arrivato l’invito a partecipare ad un blog tour,  come inviata speciale di trippando.

Sono sempre felicissima di partire come blogger, se poi mi invitano in un posto che tanto amo, non sto più in me dalla gioia!

Posso dirvi che quello in val di Cembra è stato uno dei blog tour più belli a cui abbia partecipato. Quello che mi ha conquistata, oltre alla bellezza di questa valle è stata l’accoglienza calorosissima dei cembrani, il loro grande entusiasmo e l’amore per ciò che fanno e la propria terra.

Per un’intero weekend, dal venerdì al lunedì, ho messo via lo stress e mi sono lasciata condurre da Mara, Mattia, Lorenza e gli altri, alla scoperta di questa valle Trentina e del vicino altopiano di Pinè.

ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare

La val di Cembra è una piccola Valle scavata dal torrente Avisio, all’interno delle Dolomiti di Fiemme, perciò molto vicina alla ben nota val di Fiemme. Racchiude, in se, piccoli Comuni, tra cui Cembra, Faver, Segonzano, Lisignano, Giovo ed altri.

Ad est della val di Cembra, si trova l’altopiano di Piné che è composto dai comuni di Baselga di Piné e Bedollo.

ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare

Sia la valle di Cembra che l’altopiano di Piné non sono tra le mete più turistiche del Trentino e questo per me è solo un vantaggio, visto che non amo i luoghi particolarmente turistici ed affollati. Ciò non vuol dire, assolutamente, che non ci sia nulla da vedere o da fare, anzi.

Se volete maggiori informazioni su cosa fare in val di Cembra e altopiano di Piné, leggete qui, per non perdere tutti gli appuntamenti della val di Cembra leggete qui, per scoprire cosa fare in una giornata sull’altopiano di Piné leggete qui oppure visitare il sito visitpinecembra.it per ulteriori informazioni.

Tra le cose da sapere sulla val di Cembra c’è sicuramente che la sua origine vulcanica e i suoi terreni calcarei, la rendono un territorio ideale per la coltivazione di vigneti. Infatti, possiamo considerarla la “patria” del Muller Thurgau, della Schiava e di altri vini trentini D.O.C., tra cui straordinari pumanti come il Salisa o il Cimbrus.

I vigneti terrazzatti ed i muretti a secco che la caratterizzano, sono uno spettacolo di colori in tutte le stagioni. In val di Cembra, gran parte della vita e dell’economia, ruota attorno alla coltivazione dell’uva ed alla produzione del vino (e della grappa).

Ed è proprio su questo che i cembrani puntano per attrarre sempre nuovi visitatori nella valle.

Per gli amanti del vino, la val di Cembra è il posto perfetto! Qui possono dedicarsi al trekking lungo i vigneti, per scoprire le varie tipologie di uve e di coltivazioni, girare per cantine o per caneve, secondo la tradizione locale.

ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare

Io ho avuto la fortuna di partecipare al Durerweg il 22 maggio, un trekking lungo le tracce del pittore Albrecht Durer,  tra enogastronomia, bellezze naturali come le piramidi di Segonzano e luoghi culturali come il Castello di Segonzano; ad una degustazione, con cena, alla cantina Villa Corniole, che mi è piaciuta tanto perchè ci hanno fatto assaggiare tre annate diverse di uno stesso vino, il Salisa Trento D.O.C. e soprattutto di incontrare persone straordinarie come Marcello, il proprietario dell’agritur Al Volt, il primo agriturismo d’italia;  Alfio, il produttore del Cimbrus Trento D.O.C. ed il grande Gilberto Simoni.

ph Tania de Cesare
ph Tania de Cesare

Davvero un bel weekend quello in val di Cembra e altopiano di Piné, dal quale ho portato a casa, oltre ai colori ed ai sapori, ai formaggi di Marco dell’azienda agricola Le Mandre a Bedollo, soprattutto i sorrisi e l’affetto della gente del posto.

Io in val di Cembra ci tornerò sicuramente presto! Voi la conoscete?

Bari e il corteo storico di San Nicola

Siete mai stati a Bari durante il corteo storico di San Nicola?

E’da un po’ che non mi faccio sentire e non vi aggiorno sui miei giretti e su tutte le altre cosette, ma ho una motivazione molto seria che giustifica la mia latitanza. E’ da un paio di mesi che ho ripreso il mio lavoro (quello per cui ho studiato e che avevo abbandonato da un po’ leggete qui), ma questa è un’altra storia, ora voglio parlarvi di una cosa che, nell’ultimo mese e mezzo, mi ha presa completamente.

Con l’ultimo post che ho scritto su questo blog, vi ho portati a Foggia per Libando, il festival dello street food grazie al quale ho scoperto che questa città non è affatto male, anzi…

Se l’avete letto, ricorderete che ho sottolineato quanto una manifestazione di piazza o un grande evento siano importanti per farti riscoprire certi luoghi, spesso sottovalutati, ma che si rivelano sorprendenti per la loro bellezza e ricchi di potenzialità. Se non l’avete ancora letto, potete recuperare qui.

Bene, in queste settimane sono alle prese con un evento importantissimo: il corteo storico di San Nicola a Bari. ResExtensa, la compagnia di danza per cui lavoro e la sua fondatrice, la danzatrice e coreografa Elisa Barucchieri, stanno curando una spettacolare performance di danza aerea che completerà il corteo diretto dal regista Francesco Brollo.

(Lo spettacolo realizzato in collaborazione con Molecole Show è la conclusione di un progetto sovvenzionato dal Teatro Pubblico Pugliese che ha visto un gruppo di danzatori, provenienti da tutta Italia, impegnati in un worshop di due settimane, con i maestri mondiali di volo assistito, i  Motus Modules che per la prima volta hanno insegnato nel nostro Paese).

ph Molecole
ph Molecole

Avete mai sentito parlare di questa festa che ogni anno il 7 maggio si tiene a Bari in omaggio a San Nicola, il Santo di Myra venerato da cattolici e ortodossi e conteso da Roma e Bisanzio?!

No?! Beh, nemmeno io sapevo un gran che di questo corteo. Certo, conoscevo San Nicola e la sua storia, ma non mi era mai capitato di assistere alla festa in suo onore.  Ci sono voluti due “stranieri” per farmi fare questa nuova scoperta!

Infatti, Elisa, mamma americana e padre fiorentino, ha scelto la Puglia come sua residenza stabile da molti anni e Francesco Brollo, veneziano di nascita, ma barese naturalizzatissimo, di San Nicola sanno proprio tutto. Io Pugliese purosangue, anche se non sembra, di San Nicola e del corteo storico non ne sapevo proprio nulla, ma non è mai tardi per imparare e così mi ci sono ritrovata totalmente immersa.

Insomma, Bari, città di mare, fondata sugli scambi commerciali e culturali, si dimostra ancora una volta un porto franco per chi, come San Nicola, arriva dal mare.

Il corteo storico di San Nicola è un evento di grandissima importanza e di rilevanza internazionale. In occasione della festa del 7 maggio un gran numero di pellegrini, provenienti da tutto il mondo, raggiungono a piedi la Basilica in cui sono custodite le reliquie di San Nicola, per rendergli omaggio e chiedere la grazia.

I festeggiamenti durano quattro giorni, dal 6 al 9 maggio e come da tradizione un corteo storico rievoca la leggenda del Santo, protettore dei bambini e dei bisognosi, le cui spoglie furono trafugate da Myra e portate a Bari.

Il corteo storico di San Nicola è l’occasione perfetta per visitare Bari per almeno 5 buoni motivi:

  • innanzitutto è un evento importantissimo da punto di vista religioso, storico e culturale;
  • in secondo luogo è la manifestazione del folclore barese più autentica;
  • terzo ci svolge nella zona più bella della di Bari;
  • poi, si svolge a maggio che è anche un bel mese per venire a visitare la Puglia;
  • last but not least, quest’anno potrete assistere ad uno spettacolo di danza aerea che vi lascerà senza fiato.

Se vi ho convinti, potete visitare il sito, guardare il programma completo e venire a volare con me per San Nicola!

Vi aspetto!!

 

 

 

Libando – viaggiare mangiando e la scoperta del centro storico di Foggia

Si è concluso da poche ora Libando, viaggiare mangiando, il festival dello street food che per il terzo anno consecutivo ha portato a Foggia tanto buon cibo di strada, alcuni tra gli chef più interessanti del territorio, i produttori locali dell’agroalimentare e migliaia di visitatori.

Potevo perdermelo? Certo che no! Infatti, a Libando c’ero anch’io per i miei blog (per questo e per Wanderlustmytravelblog), per Trippando e per POIcampers, il progetto di vintage camper rental e promozione del territorio che sto avviando in questi mesi.

ph Thomas van der Aa
ph Thomas van der Aa

Libando è stata una grande festa del cibo, ma soprattutto l’occasione giusta, per me, di scoprire una città che non conoscevo.

Diciamo la verità, sapete che mi piace essere franca, Foggia non gode poi ti questa grande fama. Che ci vai a fare a Foggia se non di passaggio in stazione o con l’autostrada?! Foggia ha l’Università, il Conservatorio e bla bla bla ma vuoi mettere con Lecce, Bari o le altre città di provincia pugliesi, ultimamente sempre più apprezzate?

Invece, dopo anni in cui per me Foggia era solo la fermata del treno (ai tempi dell’Università a Bologna, quando si prendeva ancora il treno per tornare a casa a Natale e Pasqua) che mi indicava che “Itaca” era vicina, finalmente, grazie a Libando, ho scoperto che il centro storico di Foggia è veramente una chicca.

Per questo, pur non avendo perso nemmeno uno degli eventi in programma a Libando, oltre ad aver assaggiato tante delle deliziose specialità tra i vari stand presenti, ho deciso di dedicare del tempo alla visita di questo centro storico, ingiustamente sottostimato.

ph Thomas van der Aa
ph Thomas van der Aa

Se vi trovate a da queste parti, anche solo per poco tempo, non passate oltre e fermatevi a visitare il centro storico di Foggia, ne varrà la pena!

Da vedere:

  • il Teatro Umberto Giordano, sono di parte, ma questo teatro è di una bellezza straordinaria, tra i più bei teatri all’italiana di provincia che abbia mai visto.
ph Thomas van der Aa
ph Thomas van der Aa
  • la Chiesetta di Santa Maria della Misericordia in piazza del Purgatorio, conosciuta anche come Chiesa dei Morti
  • la Catterdale, splendido esempio di barocco pugliese
ph Thomas van der Aa
ph Thomas van der Aa
  • gli ipogei urbani, eredità di una città sotto la città
  • il Museo Civico, con le sue quattro sezioni: archeologia, etnografica, storica e la pinacoteca

Quelli appena indicati sono i luoghi che ho scoperto seguendo i percorsi di Libando, i cui eventi si sono svolti tra le principali piazze e i più importanti palazzi del centro storico.

 

 

Primark apre in Italia (ma io preferisco i negozietti)

Primark apre in italia! La notizia circola sul web ormai da giorni. Per chi non lo sapesse Primark è una catena di abbigliamento low cost, nata in Irlanda nel 1969 e diventata molto popolare in UK.

L’apertura del primo negozio, prevista per maggio 2016, avverrà ad Arese, in provincia di Milano, all’interno di quello che sarà il più grande centro commerciale d’Europa (l’Arese Shopping Center), che sta sorgendo nell’area dell’ex stabilimento dell’Alfa Romeo.

L’evento è attesissimo, in Italia. La catena, al momento, è già presente in altri Paesi europei come Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Portogallo e Austria, oltre che negli USA ed in Irlanda.

Primark non è l’unico colosso che approderà in Italia, ma pare che sarà affiancato da un’altra novità assoluta: Starbucks, il coffee shop americano più famoso del mondo.

Insomma una bella novità che porta sicuramente tanto fermento, ma cosa ben più importante, diversi posti di lavoro… o almeno, così sembra.

Happy days, direbbero gli inglesi! C’è veramente da essere contenti?

Per ogni centro commerciale che si apre nel mondo, un piccolo negozietto di città chiude, le vie dello shopping finiscono per assomigliarsi sempre di più, la qualità dei prodotti è sempre più scadente e lo sfruttamento dei lavoratori nei paesi poveri aumenta.

Anyway, non voglio cadere in discorsi retorici e senza via d’uscita. Ogni medaglia ha il suo retro, c’è poco da fare!

Nanà a Molfetta
Nanà a Molfetta

Quello che so è che a me piacciono da matti i negozietti di città, quelli con le vetrine tutte colorate come Nanà, in cui puoi trovare di tutto e nulla è scontato; quelli chicchissimi che gli stranieri ci invidiano come Ijo design oppure quelli che al loro interno racchiudono un vero e proprio laboratorio artigianale come Marcella Renna. Vi ho parlato di questi negozietti qualche mese fa su trippando.it nell’ambito del tema #Insiders.

Marcella Renna nel suo laboratorio di ceramica a Bologna
Marcella Renna nel suo laboratorio di ceramica a Bologna

Ho la fortuna di abitare in centro, che per il traffico non è proprio il massimo della vita, ma quei pochi giorni dell’anno in cui “sono domiciliata” a casa mia (he he he), ho il grande vantaggio di poter fare tutte le mie spese sotto casa.

Dopo anni di città come Bologna, Roma, Milano e di grandi negozi, centri commerciali e ipermercati, ho riscoperto il piacere dei negozietti. Comprare le verdure fresche di stagione dal fruttivendolo di fiducia, le uova all’ultimo secondo nella salumeria sotto casa e passeggiare lungo il corso principale della città la sera, guardando le vetrine, sono piccoli piaceri della vita che stiamo perdendo.

Io con la mia fighissima shopping bag di Primark, in Irlanda
Io con la mia fighissima shopping bag di Primark, in Irlanda

Poi, lo ammetto anch’io in Irlanda ho comprato una borsa fighissima da Primark che ho pagato 2,00 € e che adoro, ma volete mettere con tutte le cose figherrime che si possono trovare in un negozietto, come le meravigliose creazioni di Nanà Creations?!

Una delle bellissime collane di Nanà Creations
Una delle bellissime collane di Nanà Creations

E voi come la pensate? Dove vi piace fare shopping?

La mia opinione su The Danish Girl

The Danish Girl è decisamente il film del momento! In questo post potete leggere la mia opinione.

photo credits The Danish Girl
photo credits The Danish Girl

Tratto dall’omonimo romanzo di David Ebershoff, uscito nel 2000 ed ispirato alla storia di Einar Wegener/Lili Elbe e sua moglie Gerda; diretto da Tom Hooper, già regista di The King’s Speech e Les Misérables; plurinominato in vari festival tra Venezia e L’Academy Awards; The Danish Girl è un film tanto apprezzato dalla critica quanto contestato da alcuni movimenti femministi e transessuali, per non essere totalmente fedele alla storia reale e per la scelta di un attore cisgender (Eddie Redmayne), nel ruolo del protagonista.

Potete approfondire l’argomento qui: The TelegraphThe TelegraphThe Guardian

Amo il cinema, insieme alla danza è la forma d’arte che preferisco. Mi definirei onnivora di cinema, con questo non intendo dire che non abbia i miei gusti e le mie preferenze (eccome se ne ho), ma della settima arte mi piace tutto. La visione di un film, in una sala cinematografica, mi cambia sempre un po’ la vita. Le immagini toccano la mia sensibilità e mi emozionano, portandomi ad una dimensione di estasi, al limite dell’onirico. Non è forse questo il fine ultimo dell’Arte?

Ho visto The Danish Girl due giorni fa e voglio parlarmene perché, al di là del giudizio estetico, mi ha emozionata profondamente.

photo credits The Danish Girl
photo credits The Danish Girl

A me personalmente è piaciuto molto. Regia, fotografia e scene, per cui è anche stato candidato all’Oscar, sono magistrali. Interpretazioni brillanti. Tra tutte, quella di Alicia Vikander (Gerda), che questa notte le ha portato un Oscar come miglior attrice non protagonista. I dialoghi, mi sono piaciuti un po’ meno, ma temo che sia dovuto al doppiaggio. Questo, tuttavia, resta il mio personalissimo giudizio, di cui ho già detto che non mi interessa parlare qui.

Quello che invece desidero condividere con voi è la mia opinione sui contenuti di questo film e sulle tematiche affrontate.

foto d'archivio
foto d’archivio

Seppure frutto di una interpretazione, prima letteraria e poi cinematografica, la storia di Einar/Lili, l’artista danese che nei primi del ‘900 decise di sottoporsi al primo intervento chirurgico di transizione di genere, supera la fantasia e si rivela metafora di temi universali.

Argomenti come omosessualità, transizione, famiglia, identità, genitorialità, amore, tolleranza non sono mai stati tanto attuali come in questo periodo storico. The Danish Girl li affronta con delicatezza, rispetto ed intelligenza. Nel momento in cui Einar si scopre Lili o forse ne acquisisce solo consapevolezza, si apre una crisi interiore che lo/la porta a concludere il suo percorso di transizione, non senza sofferenza e tormento.

photo credits The Danish Girl
photo credits The Danish Girl

Einar sembra non aver via di scampo, è intrappolato in un corpo che non sente suo. Non è un uomo che desidera un altro uomo, anzi probabilmente la cosa lo turba. Non è omosessuale, lui è una donna nel corpo di un uomo, suo malgrado. Einar è transgender, in un periodo storico in cui questo termine non era nemmeno stato coniato.

In questa storia la sottile linea tra caso e destino si confonde. I protagonisti si trovano improvvisamente, per caso appunto, davanti a quello che pian piano diventa il loro destino ineluttabile. Non c’è via di scampo, un evento fortuito apre la strada ad un percorso obbligato e la domanda è: sarebbe comunque accaduto?! 

photo credits The Danish Girl
photo credits The Danish Girl

Mi viene in mente un vecchio proverbio che dice: “ciò che avviene conviene”. Ovvero, le cose quando accadono hanno un senso. Sta a noi coglierlo.

Il dramma di The Danish Girl, non finisce qui, ma ne racchiude in sé almeno altri due.  Il primo è quello della paternità negata. Einar desidera un figlio, ma è costretto a rinunciarvi nel momento in cui sceglie di far posto a Lili. Il secondo è l’amore puro e disinteressato. Gerda prova per la persona che ha sposato un sentimento indissolubile ed incondizionato che la tiene al suo fianco, sino alla fine.

photo credits The Danish Girl
photo credits The Danish Girl

Altre due cose che mi hanno profondamente colpita sono la complicità di questa coppia che, un po’ per gioco, si ritrova a seguire un percorso molto doloroso e il grande coraggio dimostrato da Lili, nonostante tutto.

Voi l’avete visto The Danish Girl? Che ne Pensate? Io mi sono commossa e mi sono interrogata sugli argomenti che ho esposto sopra. Mi capita spesso di chiedermi se esiste un disegno per ognuno di noi o se siamo veramente liberi di poter scegliere e quanto l’ambiente che ci circonda sia in grado di influenzare le nostre vite ed i nostri comportamenti. Mi sono anche chiesta quale sia la differenza tra identità ed aspetto.  Non è forse questa la domanda alla base del personal branding, tanto caro ai blogger? Essere e apparire che valore hanno?

Trovare il coraggio di essere se stessi è quello che conta!

foto d'archivio
foto d’archivio

 

 

I miei consigli di viaggio per la Turchia

Avete deciso o desiderate partire per la Turchia e cercate dei consigli di viaggio?! Bene, siete nel posto giusto!

Sultan Ahmed Mosque -nota anche come Moschea Blu o Blue Mosque-
Sultan Ahmed Mosque -nota anche come Moschea Blu o Blue Mosque-

La Turchia è un Paese splendido ricco di storia e con un patrimonio artistico, culturale ed architettonico enorme. Le varie dominazioni, susseguitesi nel tempo, con le loro molteplici influenze religiose e culturali, fanno della Turchia una terra meravigliosa ed unica.

Quello che mi ha particolarmente colpita, oltre all’immensa bellezza delle sue città, con le moschee e i palazzi, è lo straordinario splendore del suo patrimonio naturale.

In questo post vi fornisco dei pratici consigli per visitare la Turchia:

  • trasporti: la Turchia non è un paese fatto per spostarsi in treno. le distanze da coprire sono enormi tra una località e l’altra e le ferrovie non sono capillari. La cosa migliore è muoversi su strada. Esistono delle compagnie di autobus, ma è preferibile disporre di un mezzo se si vuole girare in autonomia. Noleggiare un’auto ha i suoi vantaggi in termini di libertà di movimento, ma non sottovalutate le distanze e i lunghi tratti lontani dai centri urbani. Un soluzione interessante potrebbe essere quella di aggregarsi ad un tour organizzato (ce n’è per tutti i gusti). Per spostarsi tra le principali città i voli interni sono la soluzione ideale.
  • cibo e bevande: la cucina turca è una deliziosa fusione di sapori orientali, asiatici, mediterranei e balcanici. Tra prodotti da forno, verdure, yogurt, pesce e carne, non resterete a digiuno. Le specialità più note sono il kebap, il simit, il gozleme, i dolma ed i sarma. Melanzane, peperoni, riso, legumi sono ingredienti molto utilizzati. Le bevande più amate il the, il caffè e l’ayran (a base di yogurt).
tipico the turco ad Ankara
tipico the turco ad Ankara
  • lingua: personalmente nelle città e nelle principali località turistiche non ho avuto difficoltà con l’inglese.
  • alloggi: vi suggerisco di scegliere hotel di fascia alta, perché gli standard potrebbero essere diversi da quelli italiani. Se decidete di fermarvi lontano dalle città, assicuratevi che il vostro hotel abbia un servizio ristorante perché potreste non trovare una alternativa all’esterno (soprattutto per la cena).
  • attenti a: le periferie, le stradine isolate nei dintorni delle attrazioni, i luoghi molto affollati come i mercati. Potreste incappare in borseggiatori e ladruncoli. Se viaggiate con un’auto a noleggio e uscite dalle città, occhio alle aree di servizio e rifornimento carburante, non sono ovunque.
  • da fare: la Turchia si presta molto bene ad essere visitata in barca. E’ l’ideale per chi pratica ciclismo e soprattutto mountain bike. Il giro della Cappadocia in mongolfiera, per quanto possa sembrarvi una cosa turistica, è una esperienza veramente indimenticabile.

 

Panorama della Cappadocia
Panorama della Cappadocia

Non mi resta che auguravi buon viaggio e aspettare i vostri racconti al ritorno.